lunedì 29 febbraio 2016

Katmer, pane turco sfogliato: il pane che si finge croissant!

Katmer poğaça...


è il nome di questi piccoli pani turchi.
Chiarisco subito che questo è un vero pane e non un croissant. D'accordo, si potrebbe aggiungere dello zucchero per gustarlo a colazione ma ripeto, non è un croissant. E infatti alla fine ne abbiamo fatta anche una versione dolce. :))))

Dopo tanto girovagare su web ho visto che le varie repliche di questo pane riportano tutte alla ricetta de La Mercante di Spezie. Fra l'altro blog praticamente abbandonato da un bel po' ma pur sempre interessante.

Abbiamo voluto provare anche la versione dolce, per avere un croissant più leggero in termini di grassi, ma buono. E infatti, così è stato. 


È arrivato il giorno in cui la raccolta si chiude. Insieme alle mie socie ringraziamo le ideatrici di Panissimo e soprattutto le amiche, e il nostro amico Piero, che ci hanno onorato della loro presenza nel nostro blog. 

Per l'occasione Tamara ed Emmettì hanno voluto chiudere la raccolta insieme a me preparando anche loro i kaZmer, sì sì non è un errore, noi li abbiamo ribattezzati così. :))))


INGREDIENTI
per l'impasto salato

500 g di farina 0

250 g di latte intero
100 g olio di riso (o comunque un olio dal gusto delicato)
1 albume
8 lievito di birra fresco
10 g di sale
10 g di zucchero

80 g burro per spennellare di dischi di pasta.

oppure

Con pasta madre: 150 g pasta madre, togliere 100 g di farina e 50 g di latte dal totale.
Con lievito naturale liquido (licoli): 125 g licoli, togliere 60 g di farina  e 60 g di latte dal totale.


Per l'impasto dolce 
basta portare il sale a 8 g e lo zucchero a 75g.

per il ripieno
100 g di formaggio fresco per il salato. 
Barretta di cioccolato oppure crema di nocciole. Sconsiglio miele e marmellata perché fuoriescono durante la lievitazione. 


PROCEDIMENTO  N.1 
si può procedere in due modi, questo il più veloce ma il più difficoltoso.

Impastare tutti gli ingredienti fino ad avere una massa liscia ed omogenea. Gli ingredienti si possono inserire tutti insieme, il sale a metà lavorazione.
Far lievitare fino a raddoppio. Dividere in 8 panetti, lasciarli riposare ancora 15 minuti, coperti da cellophane.
Schiacciare col mattarello ogni panetto in un piccolo cerchio, 25 cm circa.
Ungere ognuno col burro fuso e impilare. Capovolgere la torretta e iniziare a stendere fino a 30 cm circa, girare nuovamente i cerchi impilati e stendere fino alla misura finale (da 40 a 50 cm, a seconda di come ci si riesce).
Attenzione gli strati devono rimanere sempre visibili altrimenti l'effetto sfogliatura  non si avrà.
NON USARE FARINA DURANTE LA STESURA.
Dividere in 16 triangoli, mettere un po' di formaggio fresco di tipo spalmabile nel lato corto del triangolo e chiudere come da sequenza fotografica.
Posizionare in una teglia foderata di carta forno, coprire con pellicola e lasciar lievitare fino a raddoppio. Ci  vorranno circa due ore. Se si sceglie la lievitazione naturale i tempi ovviamente si allungheranno.
A lievitazione raggiunta pennellare con tuorlo e latte in parti uguali oppure solo albume.
Infornare a 200° modalità statica per 15/18 minuti circa.
Come gustarli
Da soli, li adoro! Farciti con salumi, verdure, formaggi e tutto ciò che vi detta la fantasia e i vostri gusti. 
Quelli dolci potete farcirli anche dopo cottura se preferite.

PROCEDIMENTO N.2

Impastare tutti gli ingredienti fino ad avere una massa liscia ed omogenea. Gli ingredienti si possono inserire tutti insieme, il sale a metà lavorazione.
Far lievitare fino a raddoppio. Dividere in 8 panetti, lasciarli riposare 15 minuti coperti da cellophane.

Schiacciare col mattarello il primo panetto in un cerchio di 25 cm circa.
Spalmare il burro sul primo disco. Mentre si stende il secondo disco mettere in frigo il primo imburrato e coperto. Continuare via via a stendere, imburrare e impilare i dischi (conservando sempre la torretta in frigo), non imburrare l'ultimo.
Lasciare la torretta coperta, in frigo per un'oretta.  
Stendere ulteriormente la torre da 40 a 50 cm, a seconda di come ci si riesce (si fa fatica, ve lo dico!).
Ora proseguire come per il procedimento precedente. 



Emmettì ha ridotto il lievito per fare riposo in frigo e Tamara li ha fatti con pasta madre. 
Ecco le loro bellissime realizzazioni.

I katmer salati di Emmettì

I katmer dolci di Tamara



Questi katmer vanno nella raccolta di Panissimo#38, 
ideata da Sandra di Sono io, Sandra, e da Barbara di Bread & Companatico
questo mese ospitata qui nel Condominio!









lunedì 22 febbraio 2016

M'ama o non m'ama?: margherite di pane farcito.



Ospitare la raccolta di pani più bella del web, Panissimo, è stata davvero un'occasione per giocare con le farine, le decorazioni e le forme!
Così, mentre cercavo nel web qualche ispirazione, mi sono imbattuta in questa immagine su Pinterest.
Non ci ho pensato su due volte e mi sono messa all'opera!
Il risultato?
Una soffice pasta che avvolge la sfiziosità del würstel e che si sposa benissimo con l'uovo ed il formaggio che fa da collante! :-PPP
Chevvelodicoaffà... una golosità unica da condividere con i propri cari o con gli amici come aperitivo o (sarebbe meglio) come piatto unico! ;-) ;-)
Chissà se le foto vi faran venir voglia di provarle,,,
Io intanto vi racconto come si fanno :-))))



Ingredienti per la pasta: 
2 uova
400 g di farina tipo 1 o 2
100 g di farina integrale
190 g di acqua
40   g di burro
10   g di sale
5     g di lievito di birra
oppure
100 g di pasta madre (- 65 g di farina e - 35 g di acqua)
100 g di licoli (- 50 g di farina e - 50 g di acqua)
Per il ripieno
6 würstel
4 uova sode
formaggio grattugiato (provola, parmigiano, cheddar)
Per la finitura
miscela di tuorlo e latte
pepe fresco macinato al momento

Alla sera.
Sciogliere il lievito nell'acqua, aggiungere l'uovo e miscelare con una frustina; aggiungere la farina precedentemente setacciata e mescolare velocemente con una forchetta e lasciare riposare per 10 minuti.
Riprendere la lavorazione aggiungendo il burro a piccoli fiocchi ed infine il sale ed impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Avvolgere a palla e riporre in una ciotola leggermente unta con un filo di olio, coprire con pellicola e, dopo aver lasciato a temperatura ambiente per un'oretta, riporre in frigo per tutta la notte.

Al mattino. 
Estrarre l'impasto dal frigo e lasciare che torni a temperatura ambiente.
Dividerlo in otto porzioni e procedere come da sequenza fotografica qui a lato.
Formare una palla leggermente allungata e, con il mattarello, ottenere un rettangolo; inserire il würstel e richiudere la pasta pizzicando i bordi per sigillare bene. ;-)
Tagliare il filoncino ottenuto in nove parti (per ottenere dieci "petali") e, su una placca da forno coperta con apposita carta, disporle in modo da formare un fiore, al centro del quale andremo a posizionare il mezzo uovo sodo che farà da "capolino" della nostra margherita.
Una volta formate le otto margherite, coprire la teglia con della pellicola e lasciare lievitare fino quasi al raddoppio.
Trascorso questo tempo, accendere il forno a 190°, macinare del pepe fresco al centro della margherita e  pennellare la superficie con un mix di tuorlo sbattuto e latte; terminata questa operazione, sempre al centro spolverizzare il formaggio grattugiato scelto.
Infornare e portare a doratura. Ci vorranno circa 25-30 minuti ma, come sempre, ognuno conosce i tempi del proprio forno!! ;-)

Sfornare e servire le margherite, accompagnando il tutto con un'ottima birra! :-))))))))
Siete pronti a gustarle? Io l'ho appena fatto! :-PPPPPPPPPP







... di margherite: curiosità e credenze.

Scegliere questo pane a forma di margherita, mi ha consentito di approfondire un po' di più la conoscenza di questo fiore che ho sempre amato per la sua bellezza!
Condivido dunque un piccolo approfondimento, condito da qualche curiosità ! ;-)

Per gli innamorati che desiderano sapere se il loro sentimento è ricambiato dalla persona amata, esiste un sistema semplice per sciogliere il dubbio: basta sfogliare i "petali" di una comune margherita dei prati. M'ama, e via un "petalo"; non m'ama, e via un altro, fino all'ultimo "petalo", che sancisce il verdetto finale. Un "fiore" che decide il destino di un amore: ma sarà vero? Chissà.
Dal punto di vista botanico, la verità è che la margherita dei prati non è un fiore.
Se la guardiamo bene bene, in effetti somiglia proprio a un mazzolino di minuscoli fiori. Per cogliere questa analogia, conviene guardare una parente della margherita dei prati, con fiori più grandi, una margheritona gialla spontanea in Sudafrica ma molto popolare anche nei giardini italiani, dove fiorisce in aprile-maggio.

Al centro del "fiore", si nota una specie di bottone.
Guardiamolo meglio, con l'aiuto di una lente di ingrandimento: il bottone sembra un mazzolino di fiori, alcuni ancora chiusi (quelli al centro), altri aperti (quelli esterni), appoggiati sui "petali" gialli disposti a raggiera intorno al bottone.
Un "fiore" fatto di fiori? Proprio così! I raggruppamenti di fiori si chiamano infiorescenze; per la precisione, queste sono infiorescenze a capolino.
Nell'ambito di questa famiglia di fiori, che con circa 1000 generi e 20000 specie è la più grande delle angiosperme, si osservano tipi diversi di capolino; le differenze riguardano - tra l'altro - forma del ricettacolo, tipo di fiori o anche il loro numero: ad esempio, i capolini di millefoglio (Achillea millefolium) hanno cinque fiori del raggio. La margherita, invece, ne possiede un numero variabile da pianta a pianta, ed anche da capolino a capolino su una stessa pianta.
Che sia un caso o il prodotto dell'evoluzione biologica, non importa agli innamorati, ai quali basta sapere che così hanno una chance di trovare quella che darà ai loro dubbi la risposta più desiderata.
Fonte: M'ama, non m'ama... sfogliando una margherita. (Gianni Bedini)
http://www.myristica.it/mag-2001/mama.html



Ed è con la bellezza di questi fiori che vi lascio il mio augurio di un buon inizio di settimana.

Siate lieti. Sempre!
Emmettì

Queste margherite le porto immediatamente nella raccolta di Panissimo#38, 
ideata da Sandra di Sono io, Sandra, e da Barbara di Bread & Companatico
questo mese ospitata qui nel Condominio!





giovedì 18 febbraio 2016

Rubini - Panini con semi di melagrana e prezzemolo




Dopo i pani con i ricami stancil e le roselline di MT, la perfezione dei croissant di Tamara e i suoi simpatici porcellini e le mie zampine, ecco a voi i panini decorati con melagrana e foglie di prezzemolo!

​Ebbene sì, la raccolta di Panissimo con il tema del mese, Pani decorati, ci ha molto ispirato infatti le abitanti del condominio si sono scatenate! 


INGREDIENTI per 15 pezzi 

500 g farina 0 bio 11% proteine
315 g latte intero
  25 g burro
  25 g strutto
  20 g zucchero
  10 g sale
    8 g lievito di birra fresco
1/2 cucchiaino sciroppo di grano (malto)
  • latte per pennellare prima della lievitazione.
  • Uovo e acqua per pennellare prima di infornare.
  • semi di melograno e prezzemolo fresco per decorare.
oppure

125 g Pasta madre (togliere dal totale dei pesi -80 g farina e -40 g latte)
  85 g li.co.li  (togliere dal totale dei pesi -40 g farina e -40 g latte)

PROCEDIMENTO

Tirare fuori una mezz'oretta prima strutto e burro, in inverno, e pochi minuti prima in estate.
Scaldare appena il latte e sciogliere il lievito. Setacciare la farina nella ciotola della planetaria, avviare al minimo la macchina e inserire a filo il latte per idratare tutta la farina, poi il sale e lo zucchero. Aumentare la velocità a 1.5 e far incordare l'impasto.
Inserire il burro e lo strutto poco alla volta, ogni pezzetto deve essere assorbito dalla massa, prima di inserirne altro.
Lavorare ancora fino ad assorbimento completo. Ci vorranno circa 10 minuti in totale.
Ribaltare l'impasto su un piano e lavorarlo per due minuti, arrotondare e mettere in una ciotola imburrata. Coprire con un coperchio ermetico o pellicola sigillata. Porre a lievitare fino a raddoppio (circa 1 ora e mezzo).


Riprendere la massa, sgonfiarla un poco e con un tarocco fare pezzature da 60 g circa.
  1. Schiacciare un po' la pasta.
  2. Arrotolarla tipo filoncino (posizionando al centro e in alto la parte tagliata dal tarocco) riposizionare il rotolino con la chiusura al centro verso l' alto e avvolgere nuovamente. Il tutto senza stringere troppo.
  3. Arrotondare sotto il palmo della mano. 
  4. Mettere su una teglia rivestita di carta forno, posizionare sopra i panini con la chiusura sotto, pennellare con del latte e coprire con pellicola senza sigillare per evitare che si appiccichi ai panini e far lievitare fino a raddoppio, circa 1 ora e mezzo anche qui.
  5. Pennellare con uovo intero battuto. Mettere le foglie di prezzemolo sul polpastrello, pennellate dal lato che deve aderire al panino e farle aderire allo stesso. Pennellare ancora sulle foglie e infornare a 180° in modalità statica per 15 minuti. Toglierli ancora biondi. 
  6. Appena fuori dal forno* fare qualche foro qua e là  per inserire i semi di melograno, io l'ho fatto con una bacchetta cinese dalla parte più stretta e poi ho roteato delicatamente nel foro per allargarlo un po'.


NOTE
*per trattenere meglio i semi sul panino si dovrebbero inserire a 3/4 minuti dalla fine della cottura, e infornare di nuovo ma il chicco perde tutta la brillantezza e si scurisce, perciò io la seconda volta ho optato per inserirli a fine cottura, voi sceglierete il metodo che preferite.
Con questo impasto i panini non sono soltanto carini ma anche molto soffici e la mollica non è affatto asciutta.





Silvia

  Questi panini si posizionano immediatamente nella raccolta di  Panissimo#38ideata da Sandra di Sono io, Sandra,  e da Barbara di Bread & Companatico,
questo mese ospitata qui nel Condominio!



°°°°°°°


lunedì 15 febbraio 2016

Un bouquet da mangiare: roselline di pasta brioche.


Dopo le graziosissime zampine di Silviai bellissimi musettimaialini di Tam, arrivo io con un'altra forma che gli impasti lievitati ci consentono di realizzare: un piccolo bouquet di boccioli di rosa.

Quando li vidi per la prima volta qui, rimasi affascinata dalla perfezione che Silvia, alias Gaia, diede a quell'impasto: caspita, sembravano veri quei boccioli!!
E mi promisi di provarci, pur conoscendo il mio essere maldestra e poco "raffinata" in certe manovre culinarie. ;-)
Quale occasione migliore, allora, se non quella di Panissimo di questo mese che raccoglie lievitati da mille e una forma?? :-)))

Detto e fatto ho pensato ad un impasto brioche; un impasto che volevo "leggero" (se così si può dire) in termini di zucchero e grassi. 
Quel che ne è uscito fuori è stata una brioche leggerissima e dalla sofficità unica!
Una sofficità che, come per il pane a pasta dura, penso sia dovuta alla laminazione dell'impasto (se pur fatta con "attrezzatura casalinga", leggasi "mattarello"!) che subisce una forte pressione per poi restituire al prodotto un'alveolatura fittissima ma soffice come un batuffolo di cotone.

Ecco dunque il mio primo bouquet tutto per voi!



Ideale per una coccolosa colazione, per un tea party (che ora spopolano in ogni dove) oppure, semplicemente, per voi e i vostri cari!
Siete pronti a mettere le mani in pasta con me?
Su le maniche allora, si parte! :-))

Ingredienti:  

250 g di farina 0 oppure tipo 1
100 g di farina Manitoba
150 g di farina di farro
130 g di latte
  90 g di acqua
  65 g di burro  (a temperatura ambiente)
  80 g di zucchero
    4 g di lievito di birra
1 uovo
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino raso di sale
estratto naturale di vaniglia
farina di riso per lo spolvero
zucchero a velo per la guarnitura finale


Miscelare prima, e setacciare poi,  i tre diversi tipi di farina.
Ricordiamoci che setacciare la farina è fondamentale per ossigenarla e permettere di ottenere due caratteristiche basilari per un lievitato:
- lievitazione ottimale
- massimo sviluppo in cottura.

Preparare il lievitino.  


In una ciotola sciogliere il lievito con l’acqua, aggiungere 150 grammi di farina (prelevati dalla miscela delle tre) ed impastare giusto il tempo di ottenere un panetto "grezzo"; mettere in una ciotola coperta con pellicola e lasciare riposare in un ambiente tiepido (ad esempio nel forno in compagnia di una tazza di acqua bollente) per 30 minuti (o comunque fino al raddoppio).

Preparare l'impasto.

In una planetaria (o in un’ampia ciotola se impastate a mano come me) mettere il latte, lo zucchero, il miele, l'uovo, l'estratto di vaniglia e mescolare bene.
Aggiungere il lievitino ormai pronto e farlo "sciogliere".
Unire un po' per volta tutta la farina fino ad ottenere un composto lavorabile anche a mano su un piano di lavoro. Impastare per almeno 10 minuti ed aggiungere il sale.
Quando sarà ben assorbito, aggiungere il burro in tre volte fino a che sarà incorporato del tutto e lavorare l'impasto fino ad ottenerlo liscio come una palla da bowling e fino al raggiungimento del cosiddetto "velo".
Avvolgere il tutto a palla e mettere a lievitare in una ciotola coperta con pellicola, fino al raddoppio.

Formare le roselline. 

Trascorso il tempo di lievitazione,  stendiamo l'impasto ad uno spessore di circa 3-4 mm. È possibile che in questa fase occorra infarinare un pochino il piano di lavoro; se necessario, farlo con della farina di riso.
Con l’aiuto di un coppa pasta da 6 cm di diametro, ricaviamo tanti dischetti.
Prenderne tre  per volta e, sovrapponendoli l’uno all'altro per circa 1/3 della loro superficie, arrotolarli su se stessi.
A questo punto, tagliare in due il rotolino con un tarocco ed ecco comparire, magicamente, le prime roselline. Mano a mano sistemarle già nei pirottini seguendo questo ordine: posizionare prima tre boccioli centrali e poi altri tre ai lati, due a sinistra e uno a destra; sistemare  fino ad ottenere un'armonica posizione di tutte le roselline che formeranno il bouquet.
Con i ritagli di impasto, procedere allo stesso modo.

Consiglio.
Poiché l'impasto è  un pochino elastico, i ritagli non saranno subito pronti per essere nuovamente lavorati e si farà un po' di fatica a stendere allo spessore millimetrico che serve (ma voi non abbiate paura, brandite il mattarello e rullate sui ritagli come se non ci fosse un domani!!).
Se volete evitarvi questa fatica, infarinateli leggermente (sempre con la farina di riso) e farli passare fra le braccia amorose, ehm... volevo dire fra i rulli della nonna papera! :-))))))))))

Terminati tutti i pirottini  (e tutto l'impasto) lasciare lievitare i nostri bouquet fino al raddoppio.
Prestare attenzione a che tutti gli spazi vuoti, inizialmente presenti nel pirottino mano a mano che si inseriscono i boccioli, vengano occupati nella fase di lievitazione (come nella foto accanto).

A raddoppio avvenuto, pennellare delicatamente la superficie con un po' di latte (magari aromatizzato ancora con qualche goccia di vaniglia) ed infornare a 175° per circa 15/20 minuti, ovvero fino a quando le rose saranno leggermente dorate.

Sfornare e, lasciar raffreddare un pochino per poi sistemare i piccoli bouquet in pirottini di carta per il servizio.



Solo prima di servire, cospargerle con dello zucchero a velo.
Diventeranno ancora più graziose alla vista e più zuccherose al palato!


Ed ora pronti, bocciolo dopo bocciolo, ad affondare il morso in questi piccoli bocconcini soffici e profumati!


Ecco qua, ce l'abbiam fatta!
E voi, le proverete??

Per comodità, vi lascio i miei tempi di impasto.
ore 20.30 lievitino
ore 21.30 impasto
lievitazione notturna (io ho messo la ciotola sul davanzale fuori in finestra)
ore 08.30 preparazione delle roselline
seconda lieviazione
ore 11.00 cottura

Un ultimo scatto, insieme al mio augurio

Siate lieti, sempre!




Queste roselline le appendo ai balconcini condominiali e poi volano, dritte dritte, nella raccolta di Panissimo#38, ideata da Sandra di Sono io, Sandra, e da Barbara di Bread & Companatico
e questo mese ospitata qui nel Condominio!


giovedì 11 febbraio 2016

Panini porcellini per un festin... per uno spuntino e una porca figura



Oh, bisogna dire la verità, sti panini fanno proprio la loro porca figura su una tavola imbandita! Che sia un festin una festa, un apericena, uno spuntino, fanno troppa simpatia questi porcellini così tondi, rosa, ripieni, ciccioni, inconsapevoli!
Eh sì, inconsapevoli poracci. Chissà come rimarrebbero male, i porci (Nome pop. del maiale domestico), se sapessero che il loro nome è usato più spesso nella accezione figurativa e per similitudine di  persona sudicia, ingorda, indolente, oppure immorale, viziosa, volgare, rozza, sboccata nel parlare, e che comunque suscita disgusto o come espressione d’ingiuria o di spregio (anche al femminile, e figurati!), ed ancora, come funzione appositiva o aggettivale (porco mondo!). 
E questo solo perché???!!!! Perché al maiale  piace mangiare! E perché ama rotolarsi nel fango!!! Embè, mica è l'unico eh! Anche a me piace mangiare e rotolarmi nella sabbia appena uscita dall'acqua al mare! (esimersi da battute becere, please!). E pure al pangolino, al rinoceronte, ai cavalli, agli elefanti e ai conigli! E mica per dire che uno è zozzone gli diciamo "certo che sei proprio un pangolino!", non esclamiamo "rinoceronte cane!", "furbo, tu sì che ti fai i tuoi elefanti comodi!" o "coniglio Giuda!". Oddio, coniglio Giuda ci starebbe pure eh.

Ecco, noi non siamo di quelli che disprezzano il porco! Noi siamo di quelli che se lo magnano...
(in forma di pane:)




 RICETTA

PANINI PORCELLINI RIPIENI


Ingredienti per 10 porcellini:

440 g di farina tipo 1 (oppure 0)
220 g di acqua
  90 g di lievito madre *
  50 g di strutto (o burro o olio)
  10 g di sale
  10 g di zucchero
    1 uovo per spennellare
 q.b. di pepe in grani o chiodi di garofano.

a scelta: salsicce stagionate mini, wurstel, salsicce fresche o altro prodotto porchevole.

se si vuole esagerare, marmellata di peperoncini o ketchup o senape o quello che si preferisce per ungere wurstel e salsicce.


* oppure 6 g di lievito di birra + 60 g di farina + 30 g di acqua
* oppure 100 g di li.co.li. + 10 g di farina - (meno) 20 g di acqua.

Porcedimento (o procedimento)

- Sciogliere il lievito nell'acqua insieme allo zucchero, aggiungere la farina, lo strutto e il sale idratato in un goccio d'acqua.
- Impastare fino ad ottenere un panetto liscio.
- Porre in una ciotola unta d'olio e far lievitare fino al raddoppio.

Nel frattempo, se si è deciso di usare salsiccia fresca, arrostirla su una piastra.


Formare i porcellini.
- Non lavarsi le mani (per entrare perfettamente nel mood).
clicca per ingrandire
- Prendere l'impasto, ricavarne uno stinco (o un filone) e ottenere 10 pezzi da 75 g (se avete pesato bene dovrebbe essere rimasto un po' d'impasto.
-  Arrotolare come un salsicciotto nel senso della lunghezza. Schiacciare, come una braciola, e ripetere l'arrotolamento.
- Chiudere le estremità dando una forma sferica.
- Schiacciare la pallina, poggiarvi al centro un pezzo di salsiccia (se si vuole porcheggiare esageratamente, spennellare previamente la salsiccia con marmellata piccante, ketchup o senape), richiudere a palla, arrotondare facendo roteare la palla (da qui l'espressione "mi stai facendo girare i cabbasisi!") sotto il palmo della mano.

- Formati tutti i panini, spennellarli con l'uovo sbattuto. Procedere con 2 o 3 alla volta. L'uovo farà da collante, e se passa qualche minuto l'azione collante sarà più forte. Come l'attak.
- Ora comincia il bello!
- Stendere un po' d'impasto con le mani o con un piccolo mattarello ad una altezza di circa mezzo centimetro.
- Formare i nasi con un piccolo stampo. Io ho usato il didietro (!) di una bocchetta per tasca da pasticciere. Tagliare in due uno stecchino e infilzare le due metà nel naso...diciamo nei cerchi di pasta. Spennellare il retro del naso con l'uovo e infilzarlo nel panino.
clicca per ingrandire
- Mettere gli occhietti, se si usa il pepe incavare l'impasto con un punteruolo (la punta di un termometro da cucina per esempio), e incastrare il pepe nell'incavo ottenuto.
- Prendere due piccolissimi pezzi di impasto, schiacciarli tra le dita e posizionarli al posto delle orecchie.
- Se si vuole esagerare, incollare anche un codina sul (lato) posteriore del panino.
- Aiutandosi con una spatola posizionare delicatamente il porcellino in una leccarda ricoperta di carta forno.
- Quando tutti i porcellini sono pronti, accendere lo spiedo il forno, portarlo a 180 gradi, vaporizzare con una spruzzata d'acqua o qualche cubetto di ghiaccio sul fondo, e cuocere per circa 20/25 minuti.
- Liberare i nasi dagli stecchini.

Servire tiepidi!

Sorridere!

Tamara







PROVERBIalmente

Maiali & co. nel Salento

Se allu porcu li divi la borsa, lu chiamavane eccellenza.
Se al maiale dessi la borsa, lo chiamerebbero eccellenza.

Lu porcu bbinchiatu ngira la pila capisutta.
Il maiale sazio gira il piatto sottosopra.

Ci tene nu fiju è pacciu, ci tene nu porcu è riccu.
Chi ha un figlio è pazzo, chi ha un maiale è ricco. 

Lu ciucciu cu non'azza la cuta se la caca.
L'asino pur di non alzare la coda se la caga. (Dicasi di persona estremamente pigra, indipendentemente dalla funzionalità intestinale)

Quannu lu cuicciu raja è cu chiama la paja, quannu l'ommu suspira è la fimmina ca lu tira.
Quando l'asino raglia è perché vuole la paglia, quando l'uomo sospira è la donna che lo tira.

Quannu lu ciùcciu nu bòle cu bìve te frànchi cù fìschi.
Quando l'asino non vuole bere è inutile fischiargli. (Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire)

Lu ciùcciu porta a pàja e le ciucciu se la ngàia.
L'asino porta la paglia e da solo se la mangia.

Ci pecura te faci, lu lupu te mangia.
Se ti fai pecora, il lupo ti mangia (mai abbassare la guardia...) 

Se l'ovu è tolutu an culu a lla caddhina, cce sse ne futte cinca se lu mangia?
Se l'uovo è doluto  alla gallina, che gliene fotte a chi se lo mangia? (chiaro no?)

Caddhina ecchia prima o poi more 
Gallina vecchia prima o poi muore (ecco!)

La caddhìna fàce l’ovu e allu càddu li ùsca lu cùlu
La gallina fa l'uovo e al gallo brucia il deretano(dicasi di persona che si duole di fatti altrui)

Cunta quannu piscia la caddhina
Parla quando orina la gallina (cioè mai! come è noto (!!!) le galline non espletano questo bisogno fisiologico)



  Questi panini porcellini si rotolano  nella raccolta di  Panissimo#38, ideata da Sandra di Sono io, Sandra,  e da Barbara di Bread & Companatico,
questo mese ospitata qui nel Condominio!

lunedì 8 febbraio 2016

Impronte ! Zampine in pasta brioche con crema di nocciole


È arrivato il mio turno!
Come potevo non partecipare con un lievitato (e magari più di uno!) mentre Panissimo è ospite nel Condominio? 
Appunto, non era possibile! Infatti eccomi con delle brioscine a forma di zampina. Soffice pasta brioche con un goloso ripieno di crema di nocciole, quella buona però!
Vado con la ricetta, presa da qui dove ho soltanto ridotto il lievito di birra.

INGREDIENTI per 6 zampine

160 g farina manitoba 
  40 g farina 00
  30 g di uovo
100 g acqua
  20 g zucchero
    7 g latte in polvere
    5 g lievito di birra fresco*
  20 g burro
     3 g sale

*oppure, se si preferisce il lievito naturale, considerare le seguenti dosi:
50 g pasta madre solida, 130 g farina manitoba85 g acqua, i restanti ingredienti rimangono invariati.
oppure
35 g li.co.li, 145 g manitoba, 85 g acqua, i restanti ingredienti rimangono invariati.

Crema di nocciole per il ripieno, q.b. 
oppure marmellata, crema pasticcera o altre creme a vostro gusto.

PROCEDIMENTO 

Nella ciotola della planetaria, con gancio a foglia, mettere i 100 g di acqua e il lievito e sciogliere. Aggiungere l'uovo leggermente battuto, lo zucchero e avviare la macchina. Inserire la farina e il latte in polvere, quando l'impasto inizia ad incordare, ma ancora non si è staccato dalle pareti mettere il sale e portare ad incordatura. Incorporare il burro, freddo ma morbido, a pezzetti poco per volta, facendo attenzione a non perdere l'incordatura. 
Mettere in una ciotola coperta con pellicola e mettere in frigo per almeno 6 ore e non più di 10. Ho
impastato la sera e ripreso la lavorazione la mattina successiva.

Riprendere l'impasto dal frigo*, lasciar raddoppiare, sgonfiare delicatamente e dividere in 6 pezzi di circa 60 g l'uno e lasciar riposare 15 minuti coperti da pellicola senza sigillare per non far seccare la pasta. 
Riprendere un pezzo alla volta e dividerlo in 2 parti, una di 20 g e l'altra di 40 g. Con la più piccola faremo quattro palline, arrotondando. Con la parte più grande arrotondare, schiacciare, allargare la pasta e mettere 1 cucchiaino abbondante di crema di nocciole. Chiudere i lembi e dare una forma all'incirca triangolare. 
Attaccare le 4 palline nella parte alta come da foto e mettere coperto con pellicola senza sigillare (attenzione che non si attacchi)  a lievitare, direttamente su teglia ricoperta di carta forno, fino a raddoppio.
*Se non si vuole fare riposo in frigo, saltare questo passaggio e far riposare la massa 30 minuti prima di fare le pezzature.

Spennellare con un uovo battuto e 1 cucchiaio di acqua o latte e infornare a 180° modalità statica per 15/20 minuti. Il tempo è indicativo ché come sappiamo ogni forno è a sé.
Far raffreddare.

Timbro zampina
Ovviamente non è necessario ma se vi piace, vi dico come mi sono arrangiata io: ho arroventato sul fuoco, tenendola con una pinza, la testa di una vite e marchiato sulla brioche per fare il corpo più grande e la testa  di un chiodo più piccolo per i 4 polpastrelli. 

E se ancora avete voglia di friggere, vi ricordo questi ravioli dolci dal ripieno veramente particolare, aromatizzato con polvere di caffé! Sì sì, quello della moka!




Un cuore di caldo cioccolato avvolto da morbida pasta brioche!



Silvia


E come annunciato all'inizio del post, queste zampine vanno immediatamente ad infilarsi nella raccolta di  Panissimo#38, ideata da Sandra di Sono io, Sandra,  e da Barbara di Bread & Companatico,
questo mese ospitata qui nel Condominio!